L’energia si rinnova

L’house organ di Confindustria Genova, Genova Impresa, ha dedicato nel numero di Marzo/Aprile un dossier speciale sul tema della green economy.

Sostenibilità, complementarietà delle fonti e tecnologie, innovazione e infrastrutture, sono i temi che fanno da cornice al contributo a firma del Presidente di Confindustria Energia, Giuseppe Ricci.

In Italia, il tema della transizione verso un modello economico sostenibile è al centro del dibattito pubblico e rappresenta chiaramente un processo dalla portata universale e trasversale, con effetti non solo sulla vita economica di un Paese ma anche dei suoi cittadini e imprese. È un fenomeno che abbraccia tutti e nel gergo di “Confindustria Energia” (la Federazione che aderisce a Confindustria che rappresenta la filiera energetica italiana, ndr) chiamiamo questo processo “transizione inclusiva”, poiché per traguardare gli ambiziosi obiettivi ambientali in modo sostenibile serve il contributo di tutti, delle tecnologie e dei cittadini fino alle Istituzioni e imprese. Ma esattamente, il contributo per cosa? I temi che ruotano intorno all’economia verde sono numerosi, ma dobbiamo avere chiaro l’obiettivo “di perché lo stiamo facendo”. Per ridurre le emissioni di CO2, per migliorare la qualità dell’aria delle città e creare contesti più salubri in cui vivere.
In questo contesto, la filiera energetica italiana rappresentata da Confindustria Energia ha ben chiaro l’obiettivo al quale vuole arrivare e da tempo è impegnata nella pianificazione di strategie e nell’attuazione di interventi concreti per affrontare nel modo più sostenibile il percorso di transizione energetica. È una presa di responsabilità importante quella delle aziende energetiche italiane se pensiamo che l’energia, elemento intorno al quale ruotano tutte le attività, oltre a essere efficiente nel suo impiego lo è nella sua produzione e distribuzione.
Nel nostro Paese, la complementarietà delle diverse fonti, rinnovabili e tradizionali, possibile grazie all’impiego di tecnologie all’avanguardia, garantisce sostenibilità e adeguata stabilità e flessibilità al sistema energetico e al contempo accompagna lo sviluppo di tecnologie innovative affinché queste raggiungano la giusta maturità tecnologica per essere competitive sul mercato. La condivisione, su tutta la filiera, di tecnologie e know-how, ci permette di perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione nel modo più efficace ed efficiente, portando sana competizione tra le aziende e nuove opportunità di crescita, come quelle legate all’economia circolare.

Nel nostro Paese, ad esempio, l’uso di tecnologie innovative Made in Italy consente di utilizzare materie di scarto o rifiuti per la produzione di biocarburanti, favorendo la crescita di una vera e propria filiera nazionale dell’economia circolare, che vede le materie prime importate sostituite con risorse che oggi rappresentano un problema significativo, sia ambientale che economico. E qui l’inclusività fa la sua parte in quanto l’utilizzo di tutte le tecnologie, che siano più mature come i biocarburanti, liquidi e gassosi, il gas, o in fase di sviluppo come l’idrogeno e il vettore elettrico,
unitamente all’impiego di prodotti petroliferi tradizionali a minor impatto carbonico, rappresentano una soluzione concreta alla decarbonizzazione del settore dei trasporti, che è responsabile di una parte significativa delle emissioni. Alla base di tutto, non possono mancare sinergie efficaci tra le Imprese e le Istituzioni e le Amministrazioni territoriali che devono poter rendere accessibili a tutti questi modelli più sostenibili di consumo. L’Italia con la recente stesura del Piano Energia e Clima (PNIEC), ad oggi in fase di consultazione, ha definito la direzione del percorso che intraprenderà per traguardare gli obiettivi ambientali. Gli interventi qui previsti condizioneranno le scelte industriali del nostro Paese e saranno di impulso per le aziende ad attivare importanti investimenti. Per questo motivo sarà importante adottare un approccio sinergico per arrivare al futuro che ci immaginiamo con politiche coerenti e realmente perseguibili, rispondendo alla logica della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Per attraversare questo “ponte” tra passato e futuro non possiamo fare a meno di un’adeguata dotazione infrastrutturale, interconnessa, diversificata ed evoluta, come emerso dal recente studio di Confindustria Energia, “Infrastrutture energetiche, ambiente e territorio”. Le infrastrutture saranno il punto nodale per assicurare anzitutto un reale ed efficace sostegno all’ingresso sul mercato delle tecnologie innovative, che richiederanno a loro volta ulteriori misure per garantire la corretta funzionalità e flessibilità al sistema energetico nel suo complesso. Per questo motivo, disporre nei tempi programmati di infrastrutture energetiche adeguate è essenziale per rispondere alle sfide della transizione energetica. Gli investimenti in infrastrutture restituiscono, inoltre, prospettive di crescita all’Italia, come emerso dall’analisi del piano di investimenti in infrastrutture energetiche primarie, inclusivo di tutte le fonti e le filiere energetiche (petrolio, gas e rinnovabili), previste nei programmi di sviluppo 2018-2030 elaborati dalle Associazioni di Confindustria Energia, da Snam e Terna, valutati in quasi 100 miliardi di euro con un impatto medio dello 0,6% sul PIL (senza impatto sul debito pubblico) sulla base degli obiettivi della SEN 2017 che vengono rilanciati dal PNIEC in consultazione. Queste tematiche devono essere tenute in prioritaria considerazione nella strategia nazionale perché consentono di traguardare gli obiettivi di decarbonizzazione e di miglioramento della qualità dell’aria e contribuiscono al miglioramento della congiuntura economica del nostro Paese. All’aspetto economico e ambientale si coniuga quello sociale. L’evoluzione tecnologica prevista richiederà un impegno crescente nelle attività di R&S, con la conseguente e necessaria conversione di una parte delle professionalità esistenti e la creazione di nuove figure professionali. Il processo implicherà l’adeguamento dei modelli organizzativi aziendali con un più diffuso utilizzo di tecnologie digitali.

L’industria energetica sta vivendo una fase di grande trasformazione e la partita della decarbonizzazione non conosce confini; la creazione delle migliori condizioni per gli investitori, in termini di strumenti politici, normativi e autorizzativi, potrà assicurare competitività economica e tecnologica al nostro Paese e dare un segnale di stabilità anche all’interno dell’Unione Europea, sul piano economico e in una ottica di integrazione tra i mercati.

 

Genova Impresa è consultabile sul sito di Confindustria Genova

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