Area Riservata

Pagina: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10Pagina successivaUltima pagina

Marcegaglia contro: No reddito minimo e non si cambi la cig

27 gennaio 2012
Marcegaglia contro: No reddito minimo e non si cambi la cig

No al salario minimo - perché «rischia di disincentivare al lavoro» - e sì al mantenimento dell'attuale assetto degli ammortizzatori, cassa integrazione straordinaria e mobilità, «per far fronte alle moltissime ristrutturazioni da gestire». Sono questi i punti che per la presidente di Confindustia, Emma Marcegaglia, dovrebbero tornare al centro del confronto tra governo e parti sociali per la riforma del mercato del lavoro. «Noi rimaniamo convinti che in una situazione come quella italiana il salario minimo rischia di disincentivare al lavoro - ha spiegato ieri, commentando le proposte della ministra Elsa Fornero - Abbiamo un tasso di occupazione troppo basso e rischiamo di avere, a salario minimo, 20 milioni di persone». Ma la leader degli industriali dice la sua anche sulla proposta choc di ridurre la cig solo a 52 settimane, eliminando la cassa straordinaria (era trapelata, ma poi Fornero non ha mai diffuso il testo ufficiale): «Abbiamo già detto - ha ripreso Marcegaglia - che per i prossimi due anni abbiamo moltissime ristrutturazioni da gestire e quindi abbiamo bisogno di tutti gli strumenti che abbiamo, cig straordinaria e mobilità che oltre tutto ci autofinanziamo. Per il futuro siano anche disposti a ragionare su nuove architetture, ma dobbiamo vedere qual è la più efficiente: l'attuale, o quella che ha in mente il ministro con una cig ridotta, sussidi di disoccupazione e salario minimo». D'accordo con Marcegaglia è Raffaele Bonanni, segretario della Cisl: «La presidente di Confindustria ha ragione quando sostiene di essere contraria a interventi come il salario minimo al posto della cassa integrazione - ha detto - Se tutte le parti sociali difendono l'attuale modello che ha funzionato e funziona bene, non si capisce proprio perché bisognerebbe mettere tutto in discussione». E sulla cig da lasciare intatta si dice d'accordo anche Cesare Damiano (Pd), ministro del Lavoro nell'ultimo governo Prodi: «In questa situazione di crisi gli strumenti attuali sono indispensabili per tutelare i lavoratori, anche perché presuppongono il mantenimento del rapporto di lavoro con le aziende d'origine. Per una riforma generale degli ammortizzatori - conclude il deputato del Pd - suggerisco al governo di utilizzare la delega lasciata su questo tema dal governo Prodi, siglata da tutte le parti sociali, e adottata e condivisa da quello successivo: lì si ipotizzano l'unificazione della cassa ordinaria e straordinaria, e quella delle indennità di mobilità e di disoccupazione». Polemica invece la rete Tilt delle sinistre: «Marcegaglia sostiene che il salario minimo disincentiverebbe al lavoro venti milioni di persone. Sarebbe bello se togliesse il velo d'ipocrisia e dicesse ciò che in realtà pensa: introdurre il salario minino toglierebbe precari e lavoratori dalla condizione di schiavitù. Ricordiamo che il Parlamento Ue ha chiesto a tutti gli Stati membri di introdurre la misura del reddito minimo garantito indicandolo pari al 60% del reddito mediano nazionale».

Vai al contenuto originale


IL MONDO DELLA BILATERALITÀ