Idrico

L’acqua è una risorsa preziosa ed è noto a tutti che dove c’è acqua c’è vita. Forse non tutti sanno che tra i suoi molteplici utilizzi, l’acqua può essere impiegata anche per la produzione di energia elettrica attraverso i c.d. impianti idroelettrici.

L’energia idrica rientra tra le fonti rinnovabili programmabili poiché a differenza del solare e dell’eolico, la sua produzione, attraverso un sistema integrato di impianti, può essere regolata a seconda delle esigenze, garantendo continuità e stabilità nella generazione di energia.

In Italia


Gli impianti idroelettrici sono composti dall’insieme dei gruppi (turbina+alternatore) e delle opere idrauliche, civili ed elettromeccaniche, che concorrono allo sfruttamento di un corso d’acqua per la produzione di energia (Fonte, Terna).

In Italia, nel 2017, risultano installati complessivamente 21,84 GW di potenza, di cui 9 GW installati nell’ultimo anno (Fonte, Terna). La maggior parte del parco idroelettrico installato in Italia è situato al Nord, prevalentemente in Piemonte (626 impianti), Trentino Alto Adige (816 impianti) e Lombardia (656 impianti) raggiungendo in queste tre regioni quasi il 60% della potenza totale lorda installata su tutto il territorio nazionale.

CONSUMI


In Italia, negli ultimi anni, le rinnovabili hanno assunto un ruolo importante nel soddisfacimento del fabbisogno energetico e nel mix di generazione elettrica, anche nel rispetto delle politiche ambientali europee che prevedono obiettivi vincolanti di produzione di energia elettrica da FER.

Le fonti rinnovabili, nel 2017, hanno contribuito per il 19,2% al soddisfacimento della domanda primaria di energia italiana (170 Mtep). Nel dettaglio, il consumo di energia elettrica è stato di 319,5 TWh (in termini di energia primaria 62,9 Mtep).

Complessivamente la produzione lorda di energia elettrica nel 2017 è stata pari a 292,5 TWh (al netto degli apporti da pompaggio) di cui 103,7 TWh da fonti rinnovabili (il restante da fonti tradizionali). L’idrico ha contribuito con 36,1 TWh (24,4 TWh solare; 17,7 TWh eolico, 6,2 TWhgeotermica; 19,3 TWh bioenergie). Rispetto all’anno precedente c’è stata una significativa riduzione della produzione di energia elettrica da idro a causa della bassa piovosità (Fonte, MISE).

La rete idrica


Il servizio idrico è un servizio regolato normativamente in tutto il mondo e legato alla gestione amministrativa dell’acqua. In particolare, il servizio idrico integrato è costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili di fognatura e di depurazione delle acque reflue, e deve essere gestito secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie.

Fonti istituzionali evidenziano il deficit infrastrutturale che caratterizza il settore: in Italia le infrastrutture idriche non raggiungono la completa copertura in termini di abitanti residenti, la maggior parte della rete ha un’età superiore a 30 anni e mediamente il 30%-35% dell’acqua immessa nelle reti risulta dispersa.

Approvvigionamento


Per il quadriennio 2016-2019, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), tenuto conto delle previsioni di disponibilità di fondi pubblici, stima una spesa complessiva per investimenti sulle reti idriche pari a 11,1 miliardi di euro.

A decorrere dal 2018, su iniziativa dell’ARERA, i soggetti competenti sono tenuti ad adottare, nei relativi schemi regolatori, obiettivi di qualità tecnica tra cui: contenimento delle perdite di rete, con efficace presidio dell’infrastruttura acquedottistica; mantenimento della continuità del servizio, anche attraverso una idonea configurazione delle fonti di approvvigionamento; un’adeguata qualità dell’acqua destinata al consumo umano. Trattandosi di un bene primario, l’Autorità ha varato nel 2017 due provvedimenti al fine di tutelare il diritto all’accesso universale all’acqua e come previsto dalla normativa primaria.

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